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Installiamo Ubuntu

by on ott.15, 2007, under Istallazione, Linux

Installare Linux oramai non è più cosa da smanettoni incalliti, esistono infatti moltissime distribuzioni di Linux che hanno affinato tools ( strumenti ) grafici sicuri e che fanno tutto da soli o quasi( il cd lo dovete mettere comunque voi ), ma in Linux si imparano cose in più ed è ovvio che alcuni si trovino in difficoltà nonostante le facilitazioni esistenti, ho pensato perciò di fare una panoramica sul mondo Linux e su alcuni termini informatici e portarvi così piano piano all’ installazione del sistema operativo lasciando ovviamente intatto Windows e i dati :) .

GNU-Linux

Spesso avrete letto il nome GNU-Linux invece che Linux, questo perchè il nome Linux rappresenta il solo kernel del sistema operativo, il kernel è la parte più importante di ogni sistema operativo è lui che si occupa direttamente delle comunicazioni di tutte le periferiche del nostro amato computer, è il kernel che scrive o legge i dati sul disco fisso, è il kernel che si occupa del traffico di rete, insomma è assolutamente necessario in ogni sistema operativo, anche windows ne ha ovviamente uno, ma è integrato nella totalità di windows stesso.
Linux invece è “solo” un kernel, nessun strumento per dare comandi niente grafica nessun puntatore; A far di linux un sistema operativo arriva GNU, un progetto nato da R. Stallman, lui creò una serie di strumenti che potessero interagire con il kernel Linux, e quando è iniziata la diffusione sempre più capillare dell’ insieme GNU-Linux gruppi di persone formarono team, il cui scopo era di migliorare i programmi già esistenti o di crearne nuovi sempre più efficienti semplici ed accattivanti, questi team o i prodotti degli stessi vengono chiamati, o meglio, chiamate distribuzioni GNU-Linux, alcune a carattere commerciale altre completamente libere.
Perciò solitamente è meglio parlare di distribuzione GNU-Linux invece che di versione come accade in Windows, esistono ovviamente le varie versioni di ogni specifica distribuzione, che a sua volta può adottare una versione specifica del kernel, ah! quasi dimenticavo :) il Kernel linux fu creato nel 1992 da uno studente universitario di nome Linus Torvald, comunque ora sapete perché è meglio dire GNU-Linux e cosa sono le Distribuzioni.

Le partizioni

Il disco fisso ( hard disk ) è quella periferica dove viene memorizzato il sistema operativo e dove vengono anche conservati tutti i nostri dati, che sia musica film disegni o foto è grazie a lui che ad ogni ri-accensione del pc troviamo nuovamente tutto quello che abbiamo fatto la volta precedente.
Il sistema operativo sa esattamente quanto spazio contiene il nostro disco grazie ad una particolare tabella contenuta nelle primissime traccie del nostro hard disk( detto MBR acronimo di Master Boot Record ), ‘ingannando’ il nostro sistema operativo è possibile modificare l’ MBR in modo da fargli credere che esistano due spazi dove memorizzare i dati come se fossero due hard disks, questi spazi possono avere qualsiasi grandezza( di solito espressa in MB mega Byte o in GB giga Byte ), queste ‘fette’ di disco vengono chiamate partizioni o meglio partizioni logiche. Grazie a questa tecnica, per esempio, è possibile memorizzare i dati più preziosi in una zona dove non risiede il sistema operativo, così in caso ci fosse la necessità sarà possibile cancellare i dati nella prima partizione e reinstallare il sistema operativo senza perdere i dati messi nella seconda.
Ogni partizione appena creata, per poter essere utilizzata, deve essere preparata con una tecnica chiamata formattazione, con la formattazione si prepara lo spazio della partizione costruendo punto per punto una struttura che permetterà al sistema operativo di scrivere, leggere, catalogare, organizzare e ritrovare ogni singolo file in maniera corretta, con la formattazione termina la preparazione della partizione e creato il file system, di cui tra i più utilizzati sotto Windows abbiamo il FAT32 ed l’NTFS mentre le pen drive o chiavette utilizzano anche il FAT16; Grazie alla corrente open source, caratteristica comune nel mondo linux, i file system che abbiamo a disposizione sono molti di più, i più utilizzati sono l’EXT3, il reiserFS o i più perfomanti JFS e XFS, data la completa differenza tra i vari file system ( windows e linux per esempio ) di gestire i dati nella partizione è più chiaro ora dove nasce l’ incompatibilità per cui due sistemi operativi non posso coesistere nella stessa partizione.E’ però grazie alla tecnica di suddividere il disco in partizioni logiche che è possibile installare diversi sistemi operativi nettamente differenti tra loro nello stesso computer.

La frammentazione

La frammentazione di un file system è un fenomeno che si forma con il normale uso del disco, immaginate che ogni file sia composto da mattoncini, il sistema operativo tramite il file system cerca di memorizzare tutti i mattoncini di ogni file uno di seguito l’ altro in maniera contigua, il problema stà nel fatto che quando eliminiamo un file piccolo, diciamo di 30 mattoni, e successivamente ne salviamo un secondo di 60 il file sistema cercherà ovviamente di utilizzare lo spazio vuoto, ma essendo lo spazio libero inferiore alla grandezza del nuovo, il file sarà memorizzato per una parte in quello spazio ed il restante in un altro punto della partizione che risulta libero, spezzettando così il file, questo è il fenomeno della frammentazione, immaginate ora che questo avvenga in centinaia di migliaia di file che siano grandi o piccoli, la frammentazione è una delle più comuni cause di rallentamento del sistema operativo in quanto le testine del hard disk dovranno spostarsi in più punti del disco per poter leggere un solo intero file.
Per cercare di ovviare al problema in Windows troviamo l’ utilità di deframmentazione, che analizza il file system e sposta i file rimettendo i mattoncini che appartengono allo stesso file uno di seguito l’ altro.
In Linux non si ha necessità di utilizzare tali utilità, un file system nativo come EXT3 gestisce i dati in modo da non soffrire di frammentazione.

La partizione di SWAP

Avete mai sentito parlare della memoria virtuale? Bé, ad ogni modo, quando utiliziamo il nostro sistema operativo ed abbiamo magari anche l’ abitudine di farci più cose insieme, tipo masterizzare mentre si naviga e si ascolta la musica e mentre si tengo molteplici finestre aperte( ma gli esempi possono essere infiniti ), tutti i programmi finestre icone sfondi che in quel momento sono attivi( compreso il sistema operativo ) occupano spazio nella memoria( la ram ) del computer, bè se si esagera va a finire che lo spazio in memoria si esaurisce, un bel guaio e se dovesse accadere si rischia il blocco totale e la perdita dei file non ancora salvati, per evitare questo problema Windows utilizza la memoria virtuale, ossia una porzione dello spazio del nostro hard disk( di solito la stessa partizione dove risiede il sistema operativo ) che verrà utilizzato come fosse la normale RAM, grazie a questo trucchetto informatico si evitano fastidiosi e pericolosi blocchi, a scapito però di un notevole rallentamento del computer, il problema del rallentamento risiede nella differenza di velocità di accesso ai dati che ha l’ hard disk rispetto alla RAM, enormemente più lento per diversi fattori primo tra tutti lo spostamento meccanico delle testine lungo la superficie del disco.
Anche Linux ovviamente fà uso della memoria virtuale ma in maniera leggermente differente, Linux infatti ci obbliga, di riservare una partizione del disco all’ uso esclusivo della memoria virtuale, la partizione di SWAP.
L’ uso della partizione separata da tutto il resto del disco porta notevoli vantaggi:

1° in caso in cui lo spazio della partizione dove risiede il sistema operativo dovesse mancare non si rischiano comunque blocchi o malfunzionamenti perché la memoria virtuale avrà sempre il suo spazio a disposizione.

2° Durante l’ uso del computer l’ eventuale frammentazione dei files obbliga il sistema operativo a frammentare anche i files della memoria virtuale con conseguente ulteriore rallentamento delle prestazioni, avendo però un’ intera partizione riservata i file della memoria virtuale saranno sempre scritti in maniera contigua ed efficiente.

Il boot loader

Le primissime traccie del primo disco riservano spazio all’ MBR, in questo spazio oltre ad esserci la tabella delle partizioni è contenuto un minuscolo programma( il boot loader ) che si occupa di caricare in memoria il kernel del sistema operativo, durante l’ installazione e subito prima dell’ unico riavvio Linux analizza il disco e l’ eventuale boot loader presente nell ‘ MBR così da rendersi conto se esiste già un’ altro sistema operativo installato, crea una lista ed alla fine installa un suo boot loader, ad ogni avvio del computer lo stesso presenterà con una semplice schermata la lista dei sistemi operativi installati offrendo la possibilità di scegliere quale sistema operativo far partire.
I boot loader più utilizzati in Linux sono LILO( quello più storico ) e GRUB, quest’ ultimo è quello che ultimamente stà riscuotendo più successo.

Ubuntu

La distribuzione che in questi ultimi mesi stà spopolando tra gli utenti novizi è la Ubuntu, questa distribuzione ha piano piano raccolto sempre più consensi negli utenti per la sua facilità di gestione la stabilità e la gestione facilitata per l’ installazione dei programmi, caratteristiche ereditate da una distribuzione storica, la Debian GNU/Linux( la mia preferita ).
Di Ubuntu ne esistono diverse varianti, troviamo la Kubuntu identica alla prima ma con gestore grafico KDE invece di Gnome, la Edubuntu particolarmente indicata per il mondo studentesco, la Xubuntu progettata per i computers con limitate capacità elaborative e la ubuntu-server che come si intuisce indicata per servizi di web hosting mail server etc.
La particolarità della Ubuntu è quella di essere sia installabile che live ossia senza installazione, ottimo per rendersi conto se esistano fin da subito problemi di incompatibilità hardware e decidere successivamente se installare o meno.

L’installazione base

Siate consapevoli che raramente sono successi guai, potrebbero andar persi dei dati, non mi assumo la responsabilità di quello che combinate voi al vostro computer.

Prenderà in considerazione proprio la distribuzione Ubuntu versione 7.04. NOTA: Sul sito Ubuntu troverete pronta la 7.10, appena uscita, gli esempi quì sotto sono ovviamente applicabili anche a questa versione.
Se ricercate su google la parola ubuntu i primi risultati saranno sicuramente i links ai siti ufficiali, da lì potrete scaricare l’ immagine della distribuzione scegliendo la versione che più vi piace, se avete un processore a 32bit scegliete la Ubuntu con gestore grafico GNOME( o Kubuntu se preferite il gestore grafico KDE ) 7.04 versione i686, se invece avete un più recente processore a 64bit potrete sfruttarne la potenza scaricando la Ubuntu( o Kubuntu ) 7.04 versione AMD64, la sigla AMD può trarre in inganno ma non è soltanto per processori AMD è adatta per tutte le CPU a 64bit comprese Intel. Il file dovrebbe avere l’ estensione .iso e la grandezza del file si aggira sui 700MB.
L’ estensione .iso rappresenta un file immagine, è in pratica una ‘fotografia’ bit per bit del contenuto di un cd( o DVD ), ed è facilmente trasferibile sul supporto con i più diffusi programmi di masterizzazione, se avete una connessione troppo lenta e non avete persone che possono scaricarvi il file per voi potete addirittura chiedere che ve ne venga spedita una copia a casa senza nessuna spesa!
Una volta che avete ottenuto il cd inseritelo nel lettore e riavviate il pc, il computer deve caricare il cd all’avvio come fossse un cd di installazione Windows, normalmente basterà inserire il cd e riavviare il computer, ma se dovessse partire nuovamente windows significa che il bios nn ha cercato il sistema operativo dal cd-rom, dovete fare in modo che ciò avvenga, nella schermata iniziale di accensione recenti bios danno la possibilità di accedere ad un boot menù premendo il tasto F12, altrimenti si dovrà entrare nella gestione del bios ed impostare come primo dispositivo di boot il cd-rom e come secondo l’hard disk.
Ci siamo? se è tutto ok dopo un’attimo dovreste ritrovarvi su un menù semplice noterere anche un conto alla rovescia, premete subito i tasti freccia in modo da fermarlo altrimenti il sistema parte da solo alla fine del conteggio, in basso ci sono impostazioni aggiuntive, con F2 per esempio potrete scegliere la lingua, sempre con i tasti freccia selezionate Italiano poi assicuratevi che Avvia/installa sia selezionato, premere invio ed attendere il caricamento del sistema, state tranquilli che per il momento l’ hard disk non verrà minimamente sfiorato in quanto la Ubuntu partirà in modalità live ossia verrà utilizzata solo la memoria RAM. L’ attesa potrebbe essere di diversi minuti, i file devono essere scompattati e inseriti in memoria, verrà effettuato il riconoscimento delle periferiche e create le relative configurazioni, tutto al volo, la velocità di tutto ciò varia moltissimo a seconda della potenza del vostro pc e della memoria a disposizione. Ho notato che durante questo caricamento può capitare che il monitor lcd si spenga, va semplicemente in protezione per una errata gestione della periferica, ma dopo l’ attesa che vi dicevo dovrebbe riaccendersi non appena il server grafico vero e proprio viene inizializzato.
Alla fine avrete il desktop linux in tutta la sua bellezza( che sia KDE o Gnome ), nel desktop noterete l’ icona del programma che permette l’installazione di Linux nel vostro pc, alcuni menù saranno sicuramente in Inglese, ma a questo non c’è particolare problema perché la connessione ADSL come quella di Alice viene riconosciuta in automatico e grazie a questo, verrano scaricati in automatico tutti i pacchetti aggiornati e le traduzioni per il sistema nella lingua impostata.
Il sistema è stabile? La risoluzione grafica è corretta? I suoni di sistema si sentono? Siamo a cavallo possiamo installare… cliccate sull’icona che attiva il programma di installazione, verranno inizialmente fatte alcune domande banali, tipo la lingua desiderata, la città( per il fuso orario ) etc, verrà analizzato il disco verificata la presenza delle partizioni esistenti il sistema operativo già installato, se non ve la sentite di maneggiare le partizioni lasciate che sia l’ installer a cercare per voi lo spazio a Linux, potrete decidere comunque quanto spazio lasciare al sistema operativo, vedrete che ci sarà un pulsante da far scorrere col mouse a destra o a sinistra, 50% è la metà dello spazio a disposizione poi cliccate su avanti, vi verrà chiesto se volete esportare qualche account, non selezionate nulla ed andate avanti, vi verrà chiesto il nome completo dell’utente(opzionale) il nick che verrà utilizzato al login e la password( da confermare due volte ), dopo di ché verrà mostrato un riepilogo di tutte le informazioni immesse le variazioni che verranno apportate al disco etc etc, cliccate su INSTALLA e pregate… SCHERZO!

Per installarsi il sistema impiegerà qualche minuto, anche se in verità più di una volta mi è capitato di attendere ore, questo penso dipenda dalla situazione della partizione Windows, il sistema dovrà crearsi lo spazio spostando i file esistenti, per evitare spiacevoli perdite di dati verrà deframmentato tutto il file system e ridimensionata la partizione principale. Difficilmente si blocca e visto che stà lavorando dove ci sono i vostri dati è meglio attendere( anche se tutto fa sembrare che sia bloccato ) senza toccare il pc per non rischiare perdite di dati( avete comunque fato un backup dei dati più importanti vero? ) L’ installer poi copierà i file definitivamente nel pc, se poi avete una connessione ADSL con il modem collegato via scheda di rete, il sistema dovrebbe riconoscere il tutto , si collegerà e scaricherà gli opportuni aggiornamenti per impostare il sistema correttamente.

NOTA: Dopo che la partizione di Windows è stata ridimensionata, windows al primo riavvio, notati i cambiamenti, effettuerà un controllo di coerenza dei dati, non interrompetela.

L’installazione avanzata

Se volete decidere voi la partizione, la grandezza della stessa il file system da utilizzare etc.. seguitemi.

HEI!!! Avete fatto il backup dei dati più importanti su un supporto ottico? avete deframmentato?

Tenete in mente quanto spazio viene occupato dai dati e quanto ne resta libero, per provare Linux suggerirei di “rimediare” almeno 5GB di spazio libero( se avete un secondo disco meglio ancora ). Vorrei precisare che fin quando non saranno stati inseriti tutti i dati che l’installatore Ubuntu richiede tutte le variazioni fatte al disco non verranno eseguite.
Nell’ articolo dell’ installazione di base arrivate fin quando c’è da decidere quanto spazio da riservare, ma invece di utilizzare l’ automatico scegliete manuale…..
Dopo una breve analisi dovreste vedere l’ elenco delle partizioni disponibili nel disco, se non avete mai giocato con le partizioni e non avete mai installato linux dovreste avere una sola partizione primaria con file system ntfs ed il più delle volte uno spazio non utilizzato di 8MB.
Cliccate su col mouse su quella NTFS di Windows, dovrebbe essere ora disponibile il tasto Edit-partition cliccateci su, vedrete la dimensione della partizione espressa in MB( mega byte ) potrete decidere lì di quanto ridimensionarla, io suggerirei la metà, ovviamente se la partizione è già piena di dati oltre la sua metà non potrete scegliere questa opzione, insomma quà dovreste metterci del vostro, voi sapete quanto spazio c’è libero no? Ma non lesinatelo a Linux che come un Windows XP completo di tutto andrà ad occupare quasi un paio di Giga, da 5 GB in su va bene meno no.
Quindi se volete ad esempio una partizione di 5 GB dovreste fare la sottrazione per liberare lo spazio giusto, Esempio: se la partizione da ridimensionare è di 20 GB dovrete inserire 15000 MB come nuova dimensione, dopo aver confermato si noterà ora nell’ elenco delle partizioni lo spazio che abbiamo liberato contrassegnato come non utilizzato, cliccate su quella partizione e createne una nuova, non utilizzate tutto lo spazio disponibile ricordatevi della partizione di SWAP, di solito la dimensione giusta di tale partizione è il doppio della ram installata nel computer, se avete 512 MB di Ram farete una partizione di circa 1GB di SWAP, se avete 1GB o più di ram difficilmente servirà dello SWAP a Linux quindi rimanete anche su 1GB di SWAP. Mettiamo il caso che lo spazio liberato sia di 5 GB, inserite come dimensione della nuova partizione di circa 4000 MB scegliete il file sistem di default( dovrebbe essere l’EXT3) ma se volete un file sistem più rapido la mia personale scelta va a JFS, come mount point ” / ” e confermate ( NOTA: a causa di un possibile piccolo bug potrebbe accadere che nell’ elenco dei mount points non compare nulla da scegliere confermate solo il file sistem lo stesso, successivamente ri-editate la partizione e selezionate il mount point che questa volta potrà essere scelto ), in elenco ora c’è la nuova partizione e la porzione di disco non utilizzato di circa 1 GB, selezionare quest’ultimo scegliendo questa volta tutto lo spazio disponibile e come file sistem SWAP. Una piccola precisazione, quello spazio da 8MB non utilizzato và lasciato per il file sistem di Windows se nell’ elenco delle partizioni lo notate ancora bene se con il ridimensionamento non c’è più va lasciato semplicemente sottraendo 8 MB allo spazio disponibile per la SWAP o da una partizione che volete. Finito? Ricontrollate che tutto sia ok ( Dimensione voluta delle nuove partizioni, il file sistem giusto, il mount point ” / “, lo spazio non utilizzato da 8MB presente ), potrete cambiare di nuovo tutto, cancellando le partizioni e ricominciando da capo, ricordate che le operazioni di modifica operate fino ad ora non hanno minimamente intaccato il disco, non si potrà tornare indietro solo durante la vera preparazione e formattazione del disco. Una volta confermato siamo a posto ed il percorso per l’ immissione di ulteriori dati sarà identico come menzionato nell ‘installazione base.

Buon Linux a tutti!!!!

AletrilogY

Per approfondimenti:

Linux

Partizioni logiche

La frammentazione

I commenti e le domande sono bene accetti.

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1 Commento per questo articolo

  • carlo

    sapevo che eri bravo, ma non fino a questo punto ,sono fiero.continua cosi.molto interresantiper gente semplice come noi .grazie